Maurizio Sarri

Paese: Italia

Altezza: 180 cm

Peso: 83 kg

IMC: 25.62 - Sovrappeso 

Età: 58 anni

Segno: Capricorno Capricorno

Maurizio Sarri è un allenatore italiano nato a Napoli il 10 gennaio del 1959.

Dopo una lunga gavetta nelle categorie inferiori, Sarri è riuscito a dimostrare di essere uno degli allenatori più preparati della Serie A.

Nato a Napoli, ma cresciuto in provincia di Arezzo, da ragazzo si appassiona al calcio dilettantistico e inizia ad allenare nel tempo libero. Il vero lavoro di Sarri, però, è quello di dipendente in una banca, impiego che svolge al mattino, mentre di sera si dedica allo sport.

Nel 1999 decide di lasciare il posto fisso per dedicarsi alla carriera di allenatore e muove i primi passi come allenatore. In quel periodo è alla guida tecnica del Tegoleto, una squadra toscana che segue sino al 2000. L’anno seguente, Sarri passa al Sansovino, club che dall’Eccellenza lo porta in Serie C2.

Terminati i tre anni con il Sansovino, fa il suo esordio nel calcio professionistico allenando la Sangiovannese, squadra che, nella stagione 2003/2004, riesce a qualificarsi in Serie C1. Nel 2005 Sarri si trasferisce a Pescara, contribuisce con il suo credo tattico a mantenere questo club in Serie B e riesce a evitare loro la retrocessione.

In seguito ha brevi esperienze in squadre come l’Avellino e l’Hellas Verona, e guida il Perugia nella stagione 2009/2010. Tre anni dopo arriva finalmente la svolta per la sua carriera quando viene ingaggiato dall’Empoli. La prima stagione non porta i risultati sperati ma, nel 2014, il club toscano ottiene la promozione in Serie A.

L’arrivo dell’Empoli nella massima serie consente a Sarri di mettere in mostra la qualità del suo gioco: una difesa alta, pressing a centrocampo e un attacco in grado di fare tanti gol. Nella stagione 2014/2015 riceve il primo riconoscimento in carriera, il “Football Leader” e, in seguito, viene ingaggiato dal Napoli, prendendo il posto di Rafa Benitez.

Maurizio Sarri è un allenatore italiano famoso per il carattere ironico, ma anche per la sua storia calcistica fatta di grande lavoro e sacrificio e per l’immancabile tuta che indossa in ogni occasione.

L’arrivo nel club partenopeo rappresenta per lui una vera e propria scommessa, ma anche un rischio. A dispetto di tutti i pronostici, nella sua prima stagione con il Napoli riesce a portarlo al secondo posto e a mostrare un gioco a tratti spettacolare. Nel 2016 inizia il suo secondo Campionato con gli azzurri e, per i suoi meriti sportivi, riceve la “Panchina D’Oro”.

Nel 2017 conduce il Napoli in un doppio confronto con il Real Madrid in Champions League e riceve il “Premio Nazionale Enzo Bearzot”. Nel mese di maggio dello stesso anno, Aurelio De Laurentiis ha ribadito in un’intervista che lui sarà una risorsa importante per gli azzurri anche in futuro.

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[Foto: Zimbio.com]