Massimo D’Alema

Paese: Italia

Altezza: 175 cm

Peso: 70 kg

IMC: 22.86 - Peso ideale 

Età: 67 anni

Segno: Toro Toro

Massimo D’Alema è un politico e giornalista italiano nato a Roma il 20 aprile del 1949.

D’Alema inizia la sua carriera politica verso la prima metà degli anni Sessanta, quando s’iscrive alla Federazione dei Giovani Comunisti Italiani. In seguito termina gli studi e si diploma presso il liceo classico ma decide di non frequentare l’ambiente universitario.

Nel 1967 si trasferisce nella bella città di Pisa ed entra nel comitato del Partito Comunista Italiano (PCI). In quel periodo D’Alema partecipa a molte manifestazioni pubbliche e rischia di finire in carcere per il suo attivismo politico. E’ un momento storico importante per il nostro Paese e nel 1970 diventa consigliere comunale del suo partito.

Cinque anni dopo, su richiesta di Enrico Berlinguer, D’Alema diventa segretario della Federazione dei Giovani Comunisti Italiani. Si tratta del suo primo riconoscimento politico e grazie al suo ruolo decide di fare da mediatore fra gli esponenti più estremisti del suo schieramento politico e i membri più democratici.

Negli anni Ottanta D’Alema con i soldi ottenuti dai concerti da lui organizzati, finanzia una rete locale per promuovere il PCI. In seguito si trasferisce a Bari e diventa promotore attivo di manifestazioni e dibattiti. Nel 1987 pubblica diversi articoli, a tema politico, si occupa dell’archivio storico del suo partito e diventa direttore de L’Unità dopo essere stato eletto deputato nella circoscrizione di Brindisi.

Nel 1990 arriva un momento cruciale per la sua carriera in politica: abbandona definitivamente la carta stampata e lascia la direzione de L’Unità. Achille Occhetto fonda il Partito Democratico della Sinistra (PDS) e D’Alema, nel 1994, ne diventa il segretario. In quel periodo contrasta Silvio Berlusconi ma perde le elezioni. Tre anni dopo diventa Presidente della Commissione Bicamerale e appoggia il primo Governo Prodi.

Massimo D’Alema è un giornalista e politico italiano che ha guidato la sinistra italiana negli ultimi anni divenendone uno dei suoi leader.

Nel 1998 diventa Presidente del Consiglio dopo la crisi di governo che portò alle dimissioni di Romano Prodi e, in quel periodo, appoggia l’intervento Nato in Kosovo. In seguito ottiene l’incarico di Ministro degli Esteri, ruolo che occuperà sino al 2008.

Negli ultimi anni il suo nome iniziò a circolare nell’ambito politico come probabile sostituto di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica. Nel 2014 ha scritto il libro “Non solo Euro: Democrazia, lavoro e uguaglianza” e, nel 2016, è tornato alla ribalta televisiva per la sua posizione contraria al Referendum Costituzionale voluto da Matteo Renzi.

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[Foto: La Stampa]