Giovanni Falcone

Paese: Italia

Altezza: 176 cm

Peso: 74 kg

IMC: 23.89 - Peso ideale 

Età: 53 anni

Segno: Toro Toro

Ci ha lasciati nel: 1992

Giovanni Falcone è stato un magistrato italiano nato a Palermo il 18 maggio del 1939 e morto il 23 maggio del 1992.

Giovanni Falcone ha speso tutta la sua vita lottando contro la Mafia, fino a diventare il simbolo di una Sicilia che alza la testa contro la criminalità organizzata. Figlio di una casalinga e di un noto chimico locale, il giovane Falcone cresce in una famiglia che dà valore ai sani principi dell’onestà e della dedizione al lavoro.

Trascorre, come il suo collega Paolo Borsellino, l’infanzia in alcuni quartieri dove sono cresciuti i peggiori mafiosi della sua generazione e che in seguito affronterà nelle battaglie legali quando diventerà magistrato.

Falcone nel 1957 si diploma al Liceo Scientifico e s’iscrive alla facoltà di Giurisprudenza di Palermo. Si laurea con il massimo dei voti nel 1961 e, tre anni dopo, entra a far parte della magistratura italiana. In quel periodo si sposa con Rita Bonnici, una ragazza di cinque anni più giovane che presto diventerà una maestra elementare.

Negli anni settanta si avvicina politicamente al Comunismo, perché ritiene che sia l’unica forza politica in grado di sconfiggere le disparità sociali. Ciò provoca qualche contrasto con alcuni membri della sua famiglia, in particolar modo sua sorella Maria, da sempre sostenitori della Democrazia Cristiana.

Nel 1978, dopo la separazione con la Bonnici, Falcone continua a lavorare per il Tribunale di Palermo occupandosi di diritto civile. L’anno seguente guida l’Ufficio istruzione della sezione penale, il primo incarico importante della sua carriera di magistrato. Chiama al suo fianco l’amico Paolo Borsellino, che con lui ha diviso anche i banchi di scuola alle elementari.

E’ in questo periodo che comincia a interessarsi alla Mafia. Nel 1980 compie un viaggio nella città di New York, dove si confronta con le tecniche di investigazioni americane tecnologicamente più avanzate di quelle in Italia. Collabora con il Pool Antimafia diventando in questo modo uno dei maggiori bersagli della criminalità organizzata. Con l’arresto di Tommaso Buscetta Falcone e i suoi collaboratori iniziano a scoprire che c’è un legame profondo tra Cosa Nostra e alcuni esponenti della politica italiana.

Ed è verso la seconda metà degli anni ottanta che Falcone comincia a temere per la sua vita, dopo gli omicidi dei colleghi Nini Cassarà e Giuseppe Montana. Nel Maxiprocesso del 1986 Falcone contribuisce alle indagini contro la Mafia causandone oltre trecentosessanta sentenze. E’ uno scacco duro e storico contro la criminalità organizzata che, purtroppo, si vendicherà alcuni anni dopo.

Nel maggio del 1992 Falcone rimane vittima di un attentato che costerà la vita a lui, alla sua seconda moglie Francesca Morvillo e ai membri della scorta. La strage di Capaci, come fu soprannominata dai media, ha messo fine alla vita di Falcone ma non alla validità di tutto il suo lavoro che rimarrà un esempio per le generazioni future.