Ettore Scola

Paese: Italia

Altezza: 175 cm

Peso: 74 kg

IMC: 24.16 - Peso ideale 

Età: 84 anni

Segno: Toro Toro

Ci ha lasciati nel: 2016

 

Ettore Scola è stato un regista e sceneggiatore italiano, nato a Trevico il 10 maggio del 1931, e morto a Roma il 19 gennaio del 2016.

La carriera di un regista come Scola è costellata di grandi capolavori e di film che hanno segnato il cinema italiano, ma anche di collaborazioni con i migliori attori degli ultimi anni che hanno realizzato insieme a lui opere di grande impatto sulla cultura nel nostro Paese.

Cresciuto a Trevico si trasferisce giovanissimo nella città di Roma, che diventerà la sua vera casa. A quindici anni realizza una serie di vignette umoristiche per vari quotidiani e, dopo il diploma liceale, s’iscrive alla facoltà di Giurisprudenza. Tra gli anni Quaranta e Cinquanta collabora alla scrittura di alcuni programmi radiofonici e televisivi.

Il suo esordio alla regia arriva nel 1964 con il film Se permettete parliamo di donne. Due anni dopo dirige il grande Vittorio Gassman in L’Arcidiavolo (1966), pellicola legata al filone comico e ispirata al celebre personaggio di Belfagor.

Il successo di pubblico non tarda ad arrivare: Scola realizza Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca (1970). In questo film con protagonista Marcello Mastroianni c’è un cast di grandi interpreti tra cui Giancarlo Giannini e Monica Vitti.

Ma è negli anni Settanta che Scola ottiene il riconoscimento della critica, grazie a opere che hanno influenzato i registi delle ultime generazioni. Nel 1974 dirige C’eravamo tanto amati, film scritto in collaborazione con Age e Scarpelli, con cui ottiene un Nastro D’Argento per la sceneggiatura.

Due anni dopo torna al cinema con Brutti, sporchi e cattivi (1976) una commedia amara con protagonista un immenso Nino Manfredi e con cui ottiene il premio Miglior Regia al Festival di Cannes. Anche Una giornata particolare (1977) si rivela un grande successo, ma è con I Nuovi Mostri (1979) che ottiene una nomination agli Oscar: in questo film a episodi, Scola mette in mostra i difetti tipici dell’italiano medio e l’ipocrisia dei cosiddetti benpensanti.

Ettore Scola è stato un regista che ha dato un contributo preziosissimo alla diffusione del cinema italiano in tutto il mondo.

Nel 1987 realizza La famiglia, pellicola corale con cui ottiene il David di Donatello alla regia e tre film con il compianto Massimo Troisi: Splendor, Che ora è? e Capitan Fracassa.

Negli anni Duemila abbandona la regia ma realizza alcuni documentari, tra cui Un altro mondo è possibile, reportage sugli eventi legati al G8 del 2001, e Gente di Roma (2003). Dopo un’assenza durata dieci, anni torna nelle sale con Che strano chiamarsi Federico (2013), un omaggio per il ventennale della scomparsa di Federico Fellini.

Nel gennaio del 2016 Scola muore in una clinica di Roma per complicazioni cardiache, all’età ottantacinque anni, lasciando nello sconforto i suoi fan. Innumerevoli gli attestati di stima e le testimonianze di artisti e colleghi che hanno lavorato e conosciuto un regista come lui, da sempre lontano dai riflettori dei media ma anche un personaggio di grande spessore umano.